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Regolamenti e incentivi per la tutela della biodiversità

I regolamenti e gli incentivi per la tutela della biodiversità messi in atto dalle istituzioni pongono le basi per la costruzione di un continente europeo a impatto zero sul clima. Andrà a beneficio dell’ambiente e in particolare del “nostro mare”.

La pandemia Covid-19 ha colpito l’economia italiana più di altri paesi europei. La crisi ha colpito un paese già fragile dal punto di vista economico, sociale e ambientale.

L’Italia era già particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici anche a causa dell’aumento delle ondate di calore e dei periodi di siccità.

In particolare, le zone costiere, i delta e le pianure risentono degli effetti dell’innalzamento del livello del mare e delle intense precipitazioni. Secondo le stime di Ispra, già nel 2017 il 12,6% della popolazione viveva in aree classificate come altamente pericolose da frane o soggette a inondazioni.

Green Deal europeo

Dietro la difficoltà dell’economia italiana di tenere il passo con gli altri paesi europei, correggendo i suoi squilibri sociali e ambientali, va sottolineato che l’andamento della produttività è molto più lento in Italia che nel resto d’Europa.

Tra i regolamenti e gli incentivi per la tutela della biodiversità c’è questo. Nel dicembre 2019 il Presidente della Commissione europea ha presentato il Green Deal europeo. Che intende fare dell’Europa il primo continente neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050. Con la necessità consapevole e condivisa di adattare l’attuale modello economico europeo verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità

Programma NGEU (Next Generation EU)

La pandemia e la conseguente crisi economica hanno indotto l’UE a formulare una risposta coordinata. In particolare, con il lancio, nel luglio 2020, del programma NGEU (Next Generation EU). Si tratta di un sostegno finanziario su vasta scala alle riforme e agli investimenti intrapresi dagli Stati membri. Al fine di mitigare l’impatto sociale ed economico della pandemia del coronavirus. E per rendere le economie dell’UE più sostenibili, resilienti e meglio preparate alle sfide

L’NGEU segna un cambiamento epocale per l’UE. L’ammontare delle risorse impiegate per rilanciare la crescita ammonta a 750 miliardi di euro, di cui oltre la metà, 390 miliardi, è costituita da sovvenzioni.

L’iniziativa NGEU convoglia risorse significative verso Paesi come l’Italia, anche se caratterizzati da livelli di reddito pro capite in linea con la media UE.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità

Fondo per il recupero e la resilienza

Tra le normative e gli incentivi per la tutela della biodiversità, l’NGEU intende promuovere la ripresa dell’economia europea di cui la componente più significativa è realizzata attraverso le risorse destinate a Recovery and Resilience (RRF). Un dispositivo dedicato alla transizione ecologica, digitalizzazione, competitività, formazione e inclusione sociale, territoriale e di genere.

Il fondo per la ripresa e la resilienza è un sostegno finanziario su larga scala alle riforme e agli investimenti intrapresi dagli Stati membri, con l’obiettivo di mitigare l’impatto sociale ed economico della pandemia del coronavirus e di rendere le economie dell’UE più sostenibili, resilienti e meglio preparati alle sfide delle generazioni future.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità
Il passaggio al verde

Il regolamento RRF del 12 febbraio 2021 definisce pertanto i sei “pilastri” su cui dovrà concentrarsi il PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza). Tra questi, quello della Green Transition. Il che prevede, tra l’altro, che un minimo del 37 per cento della spesa debba sostenere obiettivi climatici. E più in particolare, quelli stabiliti nella strategia European Biodiversity Strategy for 2030.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità

Il PNRR deve contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali fissati a livello dell’UE. Anche attraverso l’utilizzo delle più avanzate tecnologie digitali, la protezione delle risorse idriche e marine, la transizione verso un’economia circolare, la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti, la prevenzione dell’inquinamento e la protezione e il ripristino di ecosistemi sani.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità
Ripristino e protezione dei fondali marini e degli habitat marini

Ancora più recentemente, con la firma, lo scorso 9 dicembre a Roma, del protocollo d’intesa tra Acaro e Ispra, prende il via il PNRR “Ripristino e protezione dei fondali e degli habitat marini”. Permetterà al nostro Paese di rafforzare le capacità di osservazione degli ecosistemi marini e di attuare una campagna di recupero e ripristino degli habitat marini degradati dalla pressione antropica.

Normative e incentivi per la salvaguardia della biodiversità

Il suo ultimo piano contempla quindi interventi per il ripristino e la protezione dei fondali e degli habitat marini. Al fine di invertire la tendenza verso il grado di ecosistemi mediterranei. E per favorire il mantenimento e la sostenibilità delle attività che sono essenziali per le aree costiere e per le catene di produzione essenziali (pesca, turismo e blue economy sostenibile).

Gli obiettivi fissati nel protocollo d’intesa saranno raggiunti attraverso alcune azioni. Come la realizzazione di sistemi di osservazione degli ecosistemi marini e costieri, la mappatura dei prati di Posidonia e degli habitat di interesse comunitario. Oltre al ripristino ecologico dei fondali marini e degli habitat marini. Saranno attuate anche misure di protezione.

È un altro punto interessante tra i regolamenti e gli incentivi per la salvaguardia della biodiversità.

Un progetto locale

A dire il vero, sia a livello locale che su larga scala, ci sono enti e persone che hanno deciso, per lungo tempo, di agire. Senza aspettare una regolamentazione nazionale o convenzionale che la imponga. Impegnarsi a proteggere l’ambiente.

Ed è proprio a questo proposito che vorrei parlarvi di un consorzio di pescatori che opera a Palermo e dintorni.

CO.GE. P.A. CASTELLAMMARE DEL GOLFO E PALERMO OVEST

È un consorzio di direzione, coordinamento e gestione tra aziende di pesca costiera, locale, artigianale e ravvicinata di Castellammare del Golfo e Palermo Ovest. È stato il promotore e l’esecutore di vari Piani di Gestione Locale (PdGL), introdotti con la programmazione europea attuata attraverso il Fondo Europeo per la pesca 2007-2013 e il Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca 2004/2020.

La suddetta PdGL vuole essere un riferimento di sostegno per gli stock ittici sovrasfruttati. Attraverso la riduzione dello sforzo di pesca, la gestione temporale e spaziale delle attività e l’introduzione di misure tecniche. Garantendo la sostenibilità ambientale e socio economica delle attività di pesca, possiamo elencare i principali obiettivi di natura biologica, sociale ed economica integrati in essa.

Al vertice della Co.Ge.P.A si trovano il Presidente, Sig. Salvatore Lucido e il Capo del Comitato Tecnico-Scientifico Dott. Marco Toccaceli. Che, forti delle rispettive esperienze professionali, hanno potuto portare avanti questo progetto fino alla sua realizzazione. Nonostante i numerosi ostacoli amministrativi, sociali e ambientali incontrati lungo il percorso.

Ma vi informerò su questo martedì 1 marzo. Anche su UnderwaterTales.

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