La Bettolina di Sestri (prima parte)

La Bettolina di Sestri è uno dei tre relitti che giacciono sulla sabbia antistante Punta Manara, a Sestri Levante. Ne ripercorreremo la storia e l’immersione in tre puntate, seguendo la linea narrativa che Claudio Grazioli ha utilizzato nel suo ultimo libro: “La flotta sul fondo”

Claudio Grazioli è innanzitutto un amico che ho conosciuto sott’acqua, in occasione della spedizione sul relitto dell’aereo di Santa Caterina.

Claudio soffre di un virus, molto grave, chiamato il “fascino della lamiera”. È un grande appassionato di relitti e di storia; per lui coniugare queste due passioni vuol dire ricercare le cause di un affondamento.

La Bettolina di Sestri

Recentemente ha scritto un libro, “La flotta sul fondo”, una raccolta completa di dati, disegni informazioni, testimonianze storiche e foto d’epoca di quattro navi, dal loro varo al loro affondamento.

Tre di questi scafi giacciono sui fondali antistanti Sestri Levante. Nelle pagine di questo libro troverete tutta la loro storia e potrete così conoscere la loro vita e avrete modo di apprezzare maggiormente l’immersione al vostro prossimo tuffo.

La Bettolina di Sestri è uno di questi tre.

La Bettolina di Sestri

Potete acquistare il libro “La flotta sul fondo” chiamando direttamente in redazione al 345-0631008 oppure sul sito www.manualidiofficina.it

La Bettolina Jörn (la Bettolina di Sestri)

Un barcone fluviale olandese

Era un classico barcone fluviale, utilizzato come imbarcazione da trasporto, varato in Olanda con il nome di Gretha. Per un po di tempo solca i fiumi ed i canali trasportando differenti materiali.

Poi, con l’invasione dell’Olanda da parte delle truppe tedesche, la Bettolina di Sestri viene confiscata. Per essere utilizzata nelle operazioni che prevedevano l’invasione della Gran Bretagna dal mare.

Nell’estate del 1943, a causa della scarsità di mezzi navali, alcune bettoline furono trasferite nel Mar Mediterraneo. Per essere impiegate nel trasporto di materiali bellici e per il rifornimento delle truppe tedesche. La Bettolina di Sestri discende il fiume Rodano e arriva a Marsiglia. Successivamente giunge nel porto di Savona e assume una nuova identità viene infatti ribattezzata Jörn.

Il 12 Febbraio 1944, mentre era ancora in rada in attesa di effettuare un nuovo trasporto verso il sud, la Bettolina di Sestri viene affondata. Dopo un’incursione da parte di uno stormo di 24 bombardieri americani B 25 sul porto di Sestri Levante. L’imbarcazione affonda dopo 45 minuti di lenta agonia, lasciando il suo equipaggio tutto il tempo per mettersi in salvo.

La Bettolina di Sestri
Le prime ricostruzioni storiche

Sino pochi anni fa, della Bettolina di Sestri non si sapeva quasi nulla. Soltanto che era un’imbarcazione tedesca e che era affondata con ogni probabilità nel 1944.

Poi Manfred Krellenberg è riuscito a trovare alcune nuove informazioni e, 50 anni dopo, nel 1994, è uscita una ricostruzione di Andrea Ghisotti. Fu pubblicata da una nota rivista del settore subacqueo e rendeva noto il nome della Bettolina di Sestri ed parte della sua storia, sino a quel momento alquanto sconosciuta.

La Bettolina di Sestri

Tuttavia, fra le nuove informazioni, mancava l’ultimo istante di vita dell’imbarcazione: l’affondamento. Esistevano delle ipotesi ma senza alcuna valida prova. Si ipotizzava un attacco aereo ma non si conosceva il tipo di aereo. Si pensava provenisse da una base in Sardegna ma in quei giorni in Sardegna nevicava e c’era vento forte.

Ma chi l’aveva affondata?

I dubbi sull’esattezza della data e su chi effettivamente avesse affondato la Bettolina di Sestri e con che mezzo rimanevano. Si sollevavano dubbi e ipotesi su questo relitto molto noto tra i subacquei del Nord Italia.

Ma non restava che una possibilità, tentare di chiedere ulteriori informazioni a chi per primo aveva scoperto il nome del relitto di Sestri: Manfred Krellenberg.

Giunse la risposta che tutti attendevano con una e-mail alla quale era allegata una scheda, compilata in lingua tedesca, sulla Bettolina di Sestri.

Al termine della scheda, un trafiletto dal quale si apprendeva che fu perduta il 12 Febbraio 1944 alle 12:00

La Bettolina di Sestri

Quel giorno, venti bombardieri effettuano un’incursione sul porto di Sestri Levante. La bettolina ancora in rada viene attaccata e affonda dopo 45 minuti. Nessuna vittima.

Per essere certi di un’informazione, bisogna sempre avere almeno un secondo riscontro. Scavando nei libri, per cercare ulteriori notizie sulle basi aeree in Corsica e sulle missioni effettuate dagli aerei durante quel periodo, arriva la conferma.

Giunge via e-mail dagli Stati Uniti. Allega la copia del rapporto americano della missione di quel giorno sul porto di Sestri Levante.

La Bettolina di Sestri affondò attaccata da aerei alleati mentre era ferma all’ancora nella rada di fronte a Sestri Levante. Non in navigazione, come era riportato sino ad allora. Non trasportava un carico di sacchi di cemento e di carburante. L’attacco giunse di giorno e non di notte come si ipotizzava.

Verso una nuova ricostruzione

Le vecchie informazioni erano completamente stravolte. Il dato che si riteneva certo ha fuorviato per molto tempo le ricerche ma ora si apre un nuovo scenario.

Improvvisamente emergono nuove deduzioni e con loro la soluzione dell’enigma. I sacchi di zavorra, visibili sul fondo all’interno della stiva numero uno, venivano utilizzati quando le bettoline senza carico si spostavano. Bilanciavano lo scafo durante la navigazione, ma poi, una volta in porto, venivano scaricati per lasciar posto al carico. Segno che la bettolina era giunta a Sestri Levante per imbarcare un nuovo quantitativo di materiale da trasportare a Livorno.

Aveva ancorato di fronte al porto, restando ridosso di Punta Manara. Una sola ancora in acqua, segno che probabilmente da lì a poco sarebbe dovuta entrare in porto. Questo lo si può dedurre dal fatto che sul relitto, a poppa, si possono vedere le ancore ancora sul posto mentre mancano quelle di prua.

La Bettolina di Sestri
L’affondamento

All’improvviso, alle 11:55, compare uno stormo di 24 bombardieri B 25 partiti dal Ghisonaccia in Corsica. I bombardieri sono scortati da 21 Spitfire. Attaccano il porto di Sestri Levante, bombardano le postazioni a terra, i depositi e le batterie costiere.

Nel passaggio, colpiscono una nave da circa 3000 tonnellate, distruggono anche due navi ancorate vicino ai depositi e tre chiatte lunghe 50 m tra le quali anche la nostra Bettolina.

L’imbarcazione non affonda subito, ma impiega 45 minuti per raggiungere il fondo sabbioso sottostante. Questo lasso di tempo è sufficiente ai marinai che erano a bordo per mettersi al sicuro. Altri commilitoni giunti per prestare soccorso li traggono in salvo dalle fredde acque del Golfo.

Questa è l’altra novità. Per molto tempo si è detto che nell’affondamento della Bettolina di Sestri ci furono quattro morti. Che secondo la prima versione furono raccolti la mattina dopo sulle rive sabbiose della Baia del Silenzio. È probabilmente un errore temporale perché si tratta di una sovrapposizione di due differenti episodi, avvenuti nello stesso luogo ma accaduto in due momenti diversi.

Così finalmente anche per la Bettolina di Sestri si è ricostruita tutta la sua storia. Dal varo all’affondamento. A distanza di tanto tempo anche l’ultimo mistero è caduto. Ma oggi, il fascino di una visita sullo Jörn resta immutato.

Lunedì leggeremo il racconto romanzato dell’affondamento della Bettolina.

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