C’è un punto nella nuova Legge Sub che farà discutere più di tutti gli altri. Ed è quello che riguarda le immersioni in solitaria.
Perché nella cosiddetta Legge Salva Mare compare un concetto molto chiaro: le immersioni con autorespiratore devono essere svolte almeno in due persone.
E già si sentono le voci. I veterani che vanno in acqua da soli da vent’anni. I fotografi subacquei, che hanno bisogno di concentrazione e libertà di movimento. Quelli che fanno solo diving tecnico. E quelli che, francamente, preferiscono non dover gestire i propri problemi e quelli di un buddy allo stesso tempo.
Da una parte ci sono quelli che diranno: “Finalmente. Perché la sicurezza non è un’opinione.” Dall’altra, quelli che risponderanno: “Il mio buddy spesso è più un problema che un aiuto” oppure “Se sono preparato, attrezzato e consapevole, perché qualcuno dovrebbe impedirmelo?”
Il punto, però, non è trasformare questo tema in una rissa da commenti. Il punto è capire davvero.
Capire cosa dice esattamente il testo. Capire come verrà applicato. Capire se ci saranno eccezioni. Capire chi controllerà. Capire quali responsabilità nasceranno per subacquei, guide, istruttori e diving center.
Perché leggere una frase dentro una legge non significa aver capito automaticamente come funzionerà nella vita reale — in mare, su un gommone, durante un’immersione. E su questo arriverà presto un approfondimento specifico sulla nuova normativa, perché stavolta non si tratta di chiacchiere da banchina del porto.
Nel frattempo, la domanda è semplice: immersione in coppia — giusto o assurdo?
Team “buddy sempre” o team “lasciatemi immergere in pace”? Il prossimo capitolo arriva presto.

