L’importanza di una Area Marina Protetta

Istituire delle Area Marina Protetta è il miglior modo per tutelare e proteggere il mare. Il suo ruolo sarà vitale per una crescita ed uno sviluppo eco sostenibile e per garantire una pacifica convivenza tra gli operatori che ne usufruiscono. Il numero delle Aree Marine Protette ed il chilometraggio tutelato saranno destinati ad aumentare sensibilmente.

Le due immersioni fantastiche nell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo, tra enormi ventagli di gorgonie rosse, rami di Gerardia, stelle gorgone, cernie e barracuda, hanno indotto una serie di riflessioni. Che voglio condividere con voi.

L’esperienza dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo induce a pensare che sia di fondamentale importanza aumentare la tutela e la protezione del mare. Sia in termini di numero delle Aree Marine Protette sia in termini di chilometraggio ed estensione di esse. Il loro ruolo sarà vitale per una crescita sostenibile ed una pacifica convivenza tra gli operatori che ne usufruiranno.

La situazione ambientale del nostro pianeta

Al fine di capire meglio la necessità di incrementare le AMP occorre innanzitutto, osservare la situazione ambientale del nostro pianeta. Da una prospettiva globale.

Indubbi sono i cambiamenti climatici e il degrado ambientale, in quanto minacce incommensurabili per l’Europa e per il mondo. Per superare queste sfide, l’Unione Europea (UE) interviene da decenni. Con lo scopo di raggiungere un’economia moderna, efficiente e competitiva sotto il profilo delle risorse naturali.

I fattori alla base della perdita di biodiversità

fattori alla base della perdita della biodiversità sono molteplici. Gli scienziati hanno identificato cinque cause principali dirette. I cambiamenti dell’uso del suolo e del mare, lo sfruttamento diretto degli organismi, i cambiamenti climatici, l’inquinamento e le specie esotiche invasive.

Area Marina Protetta

Affrontare adeguatamente tali cause è fondamentale per rettificare la situazione.

Aree protette nazionali e regionali

In Italia, il sistema delle aree di tutela ambientale è formato sia dall’integrazione sia che dalla sovrapposizione delle Aree Protette Nazionali e Regionali con la Rete Natura 2000. È una rete ecologica diffusa sul territorio dell’Unione Europea. È istituita per garantire il mantenimento, a lungo termine, dello stato di conservazione soddisfacente. Sia degli habitat e delle specie di flora e fauna minacciati o rari, a livello comunitario. 

Il termine di Aree Protette comprende sia aree terrestri che aree marine.

La legge 394 del 1991

Il primo strumento normativo che detta principi fondamentali per l’istituzione e la gestione delle Aree Protette è senza dubbio la Legge 394 del 1991. Il patrimonio naturale sul territorio nazionale deve essere sottoposto ad uno “speciale regime di tutela e di gestione”.

Ai sensi della Legge quadro del 1991, le Aree Marine Protette sono costituite da ambienti marini, acque, fondali e tratti di costa prospicienti. Che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche. Con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere nonché per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono. Inoltre, possono essere anche costituite da un ambiente marino avente rilevante valore storico, archeologico-ambientale e culturale.

https://www.mite.gov.it/sites/default/files/archivio/normativa/19911213_292_SO_083.pdf

Area Marina Protetta
Photo credit: Fernando Scalici
Le successive disposizioni

Nel tempo sono state numerose le disposizioni nazionali e convenzionali, volte a modificare la Legge quadro del 1991.

Si pensi al recente art. 24 c.4, del D.L. 162/2019. Che mirava a potenziare la gestione e il funzionamento delle aree marine protette già istituite e da istituire. Prevedendo stanziamenti complessivi di 2,7 milioni di euro per il 2020 e di 0,6 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021. 

L’anno seguente, l’art. 227-bis del D.L. 34/2020 fu destinato a promuovere l’attività turistica del Paese. Nonché a rafforzare la tutela degli ecosistemi marini delle aree protette, attraverso il servizio antinquinamento dell’ambiente marino.

Inoltre, numerose disposizioni in favore delle Aree Protette, erano contenute nella legge di bilancio 2019 (L. 145/2018). Che, per il triennio 2018-2020, autorizzava determinati Enti Parco Nazionali a procedere alla stabilizzazione del personale con rapporto di lavoro a tempo determinato. Anche in posizione soprannumeraria. 

Per quanto riguarda la legge di bilancio 2021 (L. 178/2020), essa prevedeva un incremento di 3 milioni di euro. Per garantire il funzionamento e la gestione delle aree marine protette e dei parchi sommersi.

Area Marina Protetta

https://www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1282669.pdf?_1633274101608

Le strategie UE

La strategia sulla biodiversità elaborata, nel marzo 2010, dall’Unione Europea (UE), risponde ai due grandi impegni assunti dai leader europei. Arrestare la perdita di biodiversità nell’UE entro il 2020 e proteggere, valutare e ripristinare la biodiversità e i servizi ecosistemici nell’UE entro il 2050

Tale strategia prevede obiettivi prioritari, in relazione alle principali cause della perdita di biodiversità. Come conservare e ripristinare l’ambiente naturale e garantire l’uso sostenibile delle risorse alieutiche. Oppure come preservare e valorizzare gli ecosistemi garantire la sostenibilità dell’agricoltura e della silvicoltura. E anche come combattere le specie esotiche invasive e gestire la crisi della biodiversità a livello mondiale.

Obiettivi che permetteranno di ridurre gli impatti sulla natura.

Il Green Deal

Siamo purtroppo testimoni del riscaldamento globale dell’atmosfera e dei cambiamenti climatici. Inquinamento, distruzione di foreste e oceani nonché il rischio di estinzione di un milione degli otto milioni di specie presenti sul pianeta. Il Green Deal europeo è la risposta a queste sfide

Mediante la Comunicazione com/2019/640, la Commissione Europea ha presentato il Green Deal per l’Unione Europea (UE). Riformulando il suo impegno ad affrontare i problemi legati al clima e all’ambiente. Lo ha illustrato al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni

Si tratta, quindi, di una nuova strategia di crescita. Mirata a trasformare l’UE in una società giusta e prospera. Dotata di un’economia moderna ed efficiente sotto il profilo delle risorse. Che, nel 2050 non dovrebbe generare emissioni nette di gas a effetto serra. E in cui la crescita economica sarà dissociata dall’uso delle risorse.

Area Marina Protetta

https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it

La strategia 2030

Di recente, è stata approvata la Risoluzione del Parlamento Europeo del 9 giugno 2021 sulla Strategia dell’UE sulla Biodiversità per il 2030. Secondo la quale la biodiversità è alla base del funzionamento degli ecosistemi e della vita sulla terra.

https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2021-0179_IT.html

Già all’epoca, la Comunità europea aveva approvato la Convenzione ONU sulla Diversità Biologica. Firmata a Rio de Janeiro nel giugno 1992 ed entrata in vigore il 29 dicembre 1993. Confermando l’impegno dei paesi membri nell’attuazione dei principi contenuti nella Convenzione. 

Pertanto, diventa inevitabile trasformare la nostra società, la nostra economia ma soprattutto la nostra interazione con la natura. A cominciare da una riduzione delle attività umane che provocano la trasformazione e la distruzione degli ecosistemi. 

A livello europeo, la Strategia sulla Biodiversità e il Green Deal costituiscono gli strumenti di base in tal senso.

Area Marina Protetta
Photo credit: Fernando Scalici

I benefici che offre una Area Marina Protetta

Tornando alla tematica delle Riserve Marine, esse portano anche benefici alle comunità di operatori locali. Attirare con successo i visitatori è fondamentale per molti paesi e territori insulari. 

Le AMP sostengono l’economia localemantengono un mare sano e vivo, attirando un turismo responsabile e dando così impulso alle economie locali. Viene anche preservato il patrimonio culturale, la storia e la vita quotidiana di comunità intere e rafforzano il monitoraggio e l’applicazione delle normative: gli esperti sottolineano che è più facile realizzare attività di controllo e sorveglianza quando tutte le attività estrattive e distruttive sono proibite in una data area. Quando un’area è dichiarata chiusa alla pesca, le regole sono chiare e le attività di controllo sono semplificate. Tale monitoraggio può essere fatto usando satelliti o altre tecnologie di tracciamento, come il progetto Eyes on the Seas e il Virtual Monitoring Centre for Marine Reserves che usano il database di pescherecci e informazioni oceanografiche, per aiutare a monitorare i mari del mondo.

Alla luce di tutto quanto detto in precedenza, tutte le regioni marittime sono soggette a impatti negativi, ma il danno può essere invertito.

Verso una crescita economica sostenibile

Coerente con il nuovo concetto della cosiddetta “Blu Economy”, l’istituzione di un’AMP è un fantastico mezzo di protezione della biodiversità marina. In grado di generare una crescita economica significativa a lungo termine per le attività locali. E proteggere le tradizioni uniche e fondamentali delle culture di storicamente legate al mare.

Nonostante evidenti problematiche territoriali, amministrative e sociali emerge che, dalla consapevolezza dell’urgenza ambientale e economica ma soprattutto grazie alla volontà comune di fermare i danni in essere, sorgono, in poco tempo, giovamenti indiscutibili.

La legge “salvamare”

L’attesa passiva non ci è più consentita. Occorre agire al livello locale nonché nazionale come lo dimostra il DDL n.1571, la legge “Salvamare”. Per la promozione del recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare. Adottato alla Camera dei deputati il 14 ottobre 2019 e poi, con grande successo, al Senato il 9 novembre 2021. 

Le finalità perseguite dal disegno di legge, consistono nel contribuire al risanamento dell’ecosistema marino e alla promozione dell’economia circolare. Nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi. Rivolti alla prevenzione del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune e alla corretta gestione degli stessi.

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Le campagne di pulizia

I punti chiave del testo normativo sono: la possibilità di raccolta di rifiuti dispersi nel mare con la messa a disposizione di strutture di raccolta, in prossimità degli ormeggi. Con premi per i comandanti dei pescherecci che li raccolgono. Nonché l’attuazione dell’educazione ambientale nelle scuole.

L’operazione è gratuita per il pescatore o operatore del mare che la effettua. I costi di gestione di questo tipo di rifiuti sono coperti con una specifica componente. Che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti.

Con l’acronimo RAP ovvero “rifiuti accidentalmente pescati” si intendono “i rifiuti raccolti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune dalle reti. Durante le operazioni di pesca e quelli raccolti occasionalmente in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune con qualunque mezzo“. Invece, con l’acronimo RVV ovvero “rifiuti volontariamente raccolti” si intendono i “rifiuti raccolti nel corso delle campagne di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune”.

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Le esperienze di Tony Scontrino e Riccardo Cingillo

Tony Scontrino è titolare del Diving Center Saracen ad Isola della Femmine (Pa). Riccardo Cingillo è un documentarista subacqueo siciliano. Insieme ad alcuni pescatori (Benedetto e Salvatore Nevoloso) hanno collaborato al Progetto 1.40 Reti Fantasma del CO.GE.PA. “Palermo ovest”. Per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti marini nonché per la rimozione dai fondali degli attrezzi da pesca abbandonati.

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Tali campagne di pulizia definite nel disegno di legge 1571 hanno come oggetto le iniziative preordinate all’effettuazione di operazioni di pulizia del mare, dei laghi, dei fiumi e delle lagune. 

La campagna di sensibilizzazione

Viene anche introdotta la definizione di “campagna di sensibilizzazione. Che fa riferimento all’attività finalizzata a promuovere e a diffondere modelli comportamentali virtuosi. Di prevenzione dell’abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune.

Le autorità competenti

Sono inoltre individuate le “autorità competenti”. Ci sarà il comune territorialmente competente. E quale “soggetto promotore della campagna di pulizia”, il soggetto, tra quelli abilitati a partecipare alle campagne di pulizia, che presenta all’autorità competente l’istanza prevista.

L’articolo 2 comma5, introdotto nel corso dell’esame del testo, novella l’art. 184 del Codice dell’ambiente (D.Lgls. 152/2006). Al fine di includere tra i rifiuti urbani i rifiuti accidentalmente pescati o volontariamente raccolti, anche attraverso campagne di pulizia, nei laghi, nei fiumi e nelle lagune.

Fino ad oggi, infatti i rifiuti pescati in mare o prodotti dall’attività di pesca erano considerati rifiuti speciali. Quindi soggetti ad una procedura molto complessa dal punto di vista burocratico. Per cui la maggior parte di essi ritornava laddove era stata pescata. 

Il comma 6 dispone che i costi di gestione dei RAP siano coperti da una specifica componente. Che si aggiunge alla tassa o tariffa sui rifiuti così da ripercuotersi sull’intera collettività nazionale.

Il pescatore ecologico

Oggi, è nata la figura del pescatore/operatore ecologico. Poiché il testo ha inserito tra i rifiuti urbani anche quelli accidentalmente pescati (RAP) o volontariamente raccolti (RVR).

Le campagne di pulizia possono avere quali soggetti promotori, gli enti gestori delle aree protette, le associazioni ambientaliste, le associazioni dei pescatori. Nonché gli altri soggetti individuati dall’autorità competente, le cooperative ed imprese di pesca, e i loro consorzi. Ovvero le associazioni di pescatori sportivi e ricreativi, le associazioni sportive dei subacquei e dei diportisti. Ma anche i centri diving, le associazioni di promozione sociale nonché i gestori degli stabilimenti balneari. E pure gli enti del terzo settore nonché, fino alla completa operatività del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, ONLUS, fondazioni ed associazioni con finalità di promozione, tutela e salvaguardia dei beni naturali ed ambientali.

Area Marina Protetta

Di conseguenza, anche per i RVR provenienti da “campagne di pulizia” vige l’obbligo di conferimento gratuito all’impianto portuale di raccolta alla stregua delle norme dettate per i RAP ex art. 2 del DDL 1571.

Ora è richiesto un ulteriore passaggio parlamentare per l’approvazione definitiva che aspettiamo con ansia. Credo che tutti gli operatori del mare dovrebbero iniziare a riflettere su come organizzarsi al fine di essere pronti a fare questo passo da gigante per il nostro mare e per l’ambiente.

Sono fiduciosa nel futuro, perché con determinazione, lavoro e divulgazione, chi nel proprio piccolo e chi in scala più larga, si possa raggiungere qualsiasi meta.

Soprattutto in questo momento storico della nostra politica nazionale ed europea nonché di forte mobilizzazione sul campo, si pensi alle operazioni di ghost fishing e di pulizia dei fondali in generale, metodi alternativi di sfruttamento del mare e creazione di aree marine protette come brevemente evidenziato nel presente articolo.

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Comitato Promotore AMP Salina

Per finire approfitto di questo spazio per battere il ferro mentre è ancora caldo e spendere due parole sulla situazione ambientale di un luogo a me molto caro: le Isole Eolie.

Situate a nord est della Sicilia, sono state dichiarate, per la loro morfologia, Patrimonio dell’Umanità Unesco nel dicembre del 2000.

Area Marina Protetta

Oggi, nel 2021, questo territorio così prezioso viene sfruttato su ogni fronte: turismo di massa con balletto incessante di barche durante il periodo estivo, pesca intensiva distruttiva della fauna e della flora, pesca non autorizzata, pessima gestione dei rifiuti e dell’acqua.

In mezzo a questa pacifica mancanza di ragionevolezza, sorgono iniziative spesso criticate e prese di mira, ma che riescono comunque a lasciare un segno, una pietra all’edificio che consentirà alla salvaguardia di un patrimonio naturalistico e storico così ricco.

Vorrei citare ad esempio il Comitato Promotore Area Marina Protetta Salina, istituito nel maggio 2021, che mira coniugare lo sviluppo di un turismo sostenibile insieme alla corretta gestione dell’ambiente marino e delle sue risorse. Anche se delle sette isole dell’arcipelago eoliano, soltanto Salina è riuscita ad avviare un processo di divulgazione ufficiale sull’ importanza dell’istituzione di un AMP, a mio parere, già questo rappresenta un primo passo e sicuramente un modello per gli altri.

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Ogni iniziativa va considerata e non respinta: se è valida i suoi promotori vanno sostenuti e assecondati con ogni mezzo a disposizione.

“Yes We Can”, ce la possiamo fare!

Julie Sferlazzo

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