Il mio corso rEvo

1
Una nuova avventura subacquea, un modo diverso di stare sott’acqua, nel silenzio più assoluto.
Una settimana impegnativa di training e di nuovi apprendimenti alla ricerca della massima sicurezza. Una settimana per imparare ad immergermi con rEvo.
Perché la vita inizia alla fine della tua zona di comfort.

Ho dovuto abbassare i sedili posteriori della mia auto per poter caricare i due voluminosi pacchi che ho appena ritirato dal magazzino della sede della Mares.
Arrivano dal Belgio e contengono due nuovissimi rebreather rEvo. Uno è mio e l’altro del mio buddy Matteo Vita.
Domenica inizieremo il nostro corso XR CCR Extended Range 45 metri (rEvo).

L’invito di Yme Carsana, il nostro istruttore, è quello di posticipare l’apertura dello scatolone al momento in cui inizieremo la nostra avventura formativa.
Ma non appena appoggio a terra i due involucri, nel magazzino dentro il quale conservo la mia attrezzatura subacquea, decido di trasgredire gli ordini e di aprire il mio.
Estraggo la cover gialla e successivamente lo chassis e poi le due bombole, bianche, lucide ed immacolate. Personalizzo subito tutto con degli adesivi e con il mio nome.
Ora è il mio rEvo!!!

Domenica si inizia ed il programma, di per sé già molto denso, è necessariamente in balia delle condizioni meteo-marine che decisamente non ci aiuteranno.
Yme decide di dedicare la prima parte della mattinata alla conoscenza ed all’assemblaggio della macchina per poi approfittare della finestra di mare calmo per affrontare le prime due immersioni in acqua confinata.
Mi rendo immediatamente comodo di quanto sia semplice ed intuitivo montare e preparare rEvo.

E così mi ritrovo a varcare la spiaggia di San Michele di Pagana con una nuova e sconosciuta attrezzatura sulle spalle pronto per la mia nuova avventura.
La discesa è resa facile da una generosa pesata che mi permette anche di non risentire troppo della difficoltà nel trovare comfort e assetto. L’assetto è sicuramente l’esercizio più difficile per chi, come me, arriva da un’esperienza più che ventennale con il circuito aperto. Respirare in un circuito chiuso infatti non fa variare il volume dei nostri polmoni e di conseguenza non fa variare il nostro assetto.

Lunedì il cielo è grigio plumbeo ed il mare piuttosto agitato.
È la giornata ideale per affrontare le prime lezioni di teoria. Yme procede a passo sostenuto e snocciola una grande quantità di informazioni. Approfondisce minuziosamente ogni argomento ed è pronto a ripetere i concetti sino a quando non sono del tutto chiari.
Ed è giusto che sia così, perché l’uso non corretto di questa macchina potrebbe metterci in serio pericolo!!

Martedì si ritorna in acqua, per le prime immersioni in acque libere.
Ci aspettano due tuffi densi di insidie e caratterizzati dall’esecuzione di molti esercizi. Entro in acqua preoccupato e me ne accorgo subito dalla difficoltà che ho nell’effettuare la discesa rispetto all’esperienza di domenica.
La respirazione è affannosa, faccio molta fatica a trovare un assetto sufficiente. Inoltre, una parte importante della mia attenzione è catturata dal tentativo di mantenere manualmente una pressione parziale di ossigeno prossima a 0,7 bar.
A ciò si aggiungono gli esercizi che Yme ci chiede di eseguire.
Durante la seconda immersione, mentre sto ripetendo lo skill che simula l’iperossia, dimentico di chiudere, tramite l’apposita levetta, il loop prima di passare a respirare dall’erogatore della bombola di bail out. Sebbene me ne accorga, purtroppo dell’acqua è entrata nel circuito.
Al rientro in barca vengo assalito dalla rabbia e dalla frustrazione. Rivedo in attimo gli occhi dei miei allievi che durante il corso Open Water non riuscivano a svolgere i loro esercizi. Vent’anni di immersioni non mi sono stati sufficienti per evitare un errore simile!!!
Yme interviene immediatamente per incoraggiarmi, per dirmi che episodi simili sono capitati ad altri subacquei con esperienze anche superiori alle mie. Sono parole di conforto molto utili.

Il giorno successivo sono nuovamente in acqua. Cerco di mantenere un livello di concentrazione molto alto e questo mi permette di eseguire gli skills con più sicurezza e soprattutto senza commettere errori pacchiani.

Come in tutti i corsi subacquei a cui ho partecipato c’è il cosiddetto giorno di svolta. Coincide di solito con il giorno durante il quale si devono svolgere gli esercizi più complicati.
Dovremo simulare la peggiore emergenza che ci possa capitare, ovvero quella di ricorrere alla bombola di bail out alla massima profondità ed iniziare una risalita di emergenza in circuito aperto. Ma prima di risalire, Yme ci chiede anche di definire nel nostro computer subacqueo quale gas respireremo.
Con molta attenzione chiudo il loop e passo a respirare la miscela della bombola di emergenza. Dopodiché inserisco il gas corretto ed inizio la mia risalita sparando il pallone di segnalazione cercando di mantenere il corretto assetto.
Risalgo stanco ma soddisfatto!!!

Nei giorni successivi passerò ancora molte ore in aula ed altrettante in acqua. Imparerò alla perfezione come gestire i tre più gravi problemi che un subacqueo potrebbe dover affrontare con un circuito chiuso: iperossia, ipossia ed ipercapnia. Imparerò a pianificare con estrema cura ed attenzione le mie future immersioni facendo attenzione non solo ai tempi ed alle profondità ma soprattutto alla scorta d’aria della mia bombola di bail out.

Venerdì pomeriggio entro in acqua per la mia ultima immersione di corso. Sono finalmente a mio agio con il mio nuovo giocattolo. La discesa è lenta e non presenta intoppi. Sul fondo riesco finalmente a gestire il mio assetto evitando di alzare sospensione. Mi sento finalmente leggero ed apprezzo finalmente il silenzio interrotto solamente dal flusso leggiadro del solenoide. L’aria che sto respirando è calda ed umida.
Trascorro molto tempo ad una profondità tra i 40 ed i 45 metri respirando, automaticamente, la miglior miscela di gas per quelle quote.
La decompressione prevista sarà pochissima.
Mi avvicino ai pesci come non mi era mai successo.

Sabato è il giorno dell’esame e della consegna dei diplomi.
Ricevere un attestato da Yme è sempre una grande emozione. È un istruttore serio e molto preparato; tanto bravo quanto esigente.
Aver soddisfatto le sue aspettative mi riempie di gioia!!

Adesso inizia una nuova era nella mia vita subacquea.
È ora di andare in acqua per migliorare, tuffo dopo tuffo, discesa dopo discesa, risalita dopo risalita.
È ora di mettere in pratica tutti gli insegnamenti che ho ricevuto e di fare sempre molta attenzione nella preparazione della macchina e nella pianificazione dell’immersione.
Ci si vede sott’acqua!! Mi riconoscerete perché ho rEvo sulle spalle!!

👌

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here