È probabilmente una delle domande più controverse di tutta la nuova Legge Subacquea. L’Articolo 10 introduce nel quadro normativo un principio che tutte le didattiche insegnano da sempre: il buddy system.
Per le immersioni con autorespiratore, la legge afferma che l’immersione deve essere effettuata almeno in due persone. Fino a ieri era soprattutto uno standard didattico — la regola che ogni istruttore ripete: mai sott’acqua da soli, sempre in coppia. Da oggi entra direttamente nel quadro normativo di una legge dello Stato. Per l’apnea, invece, la legge prevede una disciplina diversa e non impone lo stesso principio di coppia.
Ma è qui che nasce il vero dibattito.
Il punto controverso
La legge stabilisce il principio e individua come soggetti responsabili della sicurezza i diving center, le scuole subacquee, gli istruttori e le guide. Prevede inoltre responsabilità civili e penali in caso di violazione. Ma non introduce una specifica sanzione amministrativa per chi semplicemente decide di immergersi da solo.
Facciamo un ragionamento concreto. Due subacquei non brevettati entrano in acqua autonomamente da una spiaggia: se accade un incidente, potrebbero aprirsi questioni di responsabilità reciproca. Ma se l’immersione si conclude senza problemi, chi potrebbe contestare concretamente qualcosa?
Caso ancora più estremo: un subacqueo si immerge completamente da solo, partendo dalla riva. Nessuna guida, nessun istruttore, nessun diving center, nessun compagno. In un caso così, verso chi esisterebbe una responsabilità civile? E chi sarebbe il soggetto danneggiato?
Attenzione però: questo non significa che la legge autorizzi l’immersione in solitaria. Significa che tra il principio stabilito dalla norma e la sua applicazione concreta esistono ancora aspetti interpretativi che dovranno essere chiariti — da giuristi, tribunali, operatori del settore e istituzioni.
La domanda che lascio oggi: il buddy system dovrebbe essere sempre obbligatorio per legge, oppure un subacqueo adeguatamente formato dovrebbe poter scegliere, assumendosi lui stesso ogni responsabilità? Scrivilo nei commenti.
Questa legge, piaccia o no, esiste già. E il problema più grande oggi non è la legge in sé, ma la confusione: persone che commentano senza averla letta, che la interpretano senza averla studiata. Solo se la comunità subacquea avrà accesso alle stesse informazioni potremo discutere con cognizione di causa e costruire insieme il futuro del nostro settore.
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