Probabilmente nelle ultime settimane ne hai sentito parlare. Probabilmente hai letto commenti, interpretazioni, opinioni e persino sentenze definitive. Il problema è che una legge non si interpreta leggendo un post su Facebook.
Per questo ho deciso di studiarla articolo per articolo, partecipando agli incontri di approfondimento organizzati da ASSOSUB insieme all’avvocato Luisa Cavallo, già consulente legale di DAN Europe e ora consulente anche di ASSOSUB. In questo momento stanno girando tante opinioni, ma poche informazioni precise. Voglio provare a cambiare questo.
Le basi
Stiamo parlando della Legge numero 70 del 7 maggio 2026, chiamata “Valorizzazione della Risorsa Mare”. Quello che interessa a noi subacquei è soprattutto il Capo 3, dedicato all’attività subacquea ricreativa, alla sicurezza e alla tutela del patrimonio ambientale e culturale sommerso.
I due pilastri della legge
La legge si fonda su due cardini. Il primo sono gli standard tecnici UNI EN ISO — in parole semplici, le regole tecniche che definiscono come devono essere organizzati corsi, brevetti, guide, istruttori e servizi subacquei.
La vera novità sta nel secondo cardine: questi standard non restano più semplici riferimenti tecnici facoltativi. Entrano direttamente nel quadro normativo. Molte regole che prima erano considerate buone pratiche diventano oggi parte integrante della legge.
Chi rientra nella legge (Articolo 8)
L’articolo 8 definisce il perimetro di applicazione. Sono coinvolti:
diving center e scuole subacquee, sia imprese che associazioni
istruttori e guide subacquee, autonomi o operanti all’interno di un diving center
agenzie didattiche e organizzazioni senza scopo di lucro
Chi ne resta escluso
Restano fuori dal perimetro della legge: le immersioni professionali con OPS (disciplinate da un’altra normativa), le attività sportive agonistiche (gare di apnea, competizioni di fotografia subacquea), le attività di protezione civile, e le immersioni scientifiche — che al momento non rientrano in nessuna legge specifica.
Una precisazione importante sulla disabilità
Per le attività subacquee rivolte a persone con disabilità continuano a valere le norme e le procedure specialistiche già esistenti. La nuova legge non cancella né sostituisce questi percorsi dedicati: li lascia pienamente validi. Se un istruttore accompagna in immersione un subacqueo con disabilità, deve continuare a seguire gli standard specifici e i protocolli di sicurezza sviluppati negli anni dalle organizzazioni specializzate in questo ambito.
Il ruolo delle Regioni
Un punto particolarmente interessante riguarda le Regioni: saranno loro a disciplinare le professioni del turismo subacqueo. Questo significa che nei prossimi mesi potrebbero arrivare regolamenti regionali specifici, e magari albi appositi per diving center, scuole, istruttori e guide.
Cosa arriva nel prossimo capitolo
Nel prossimo episodio entreremo nell’Articolo 9, quello che definisce chi è un subacqueo, chi è una guida, chi è un istruttore, e quali brevetti vengono riconosciuti dalla legge.
L’obiettivo di questa serie non è fare polemica. È capire. Perché nei prossimi mesi questa legge influenzerà diving center, istruttori, guide, scuole subacquee e migliaia di subacquei italiani.

