Confessioni di un (presunto) “sub figo”
Nel mondo della subacquea esiste probabilmente un’ultima sottospecie di “sub figo” — e quella sottospecie, forse, sono io.
Mi hanno definito addirittura la Chiara Ferragni della subacquea. E lo ammetto: quando vedo tante visualizzazioni, like e commenti, sono felice. Mi fa piacere quando qualcuno mi riconosce all’EUDI, in un diving center, o persino per strada.
Ma c’è una cosa che voglio dire con tutto me stesso: non voglio diventare, né essere, un “subfigo”. Semplicemente perché non mi sento superiore a nessuno.
Se c’è una differenza, è che amo questo mondo a tal punto da avergli regalato pezzi enormi della mia vita — tempo, soldi, energie, e anche tempo che sarebbe spettato agli affetti. Cose che una persona “normale” avrebbe forse investito meglio.
Quindi sì, se proprio deve esistere una sottospecie del sub figo, agli occhi di molti potrei essere io. Ma non per vanità: solo perché ci ho messo dentro tutto quello che avevo.

