Immersione alla Cattedrale di Marettimo

Immersione alla Cattedrale di Marettimo. Una grotta lunga 80 metri, con l’acqua cristallina, stalattiti, stalagmiti e vere e proprie colonne. Non si può andare a Marettimo senza vedere la Cattedrale.

La più selvaggia e incontaminata delle Isole Egadi

Marettimo, la più occidentale, dista circa 20 miglia da Trapani. Ha una superficie di 12,3 kmq e raggiunge la sua vetta più alta con il Monte Falcone a 686 m sul livello del mare. Oltre che la più lontana dalla Sicilia, è anche la più selvaggia e incontaminata. Conta appena 680 abitanti.

Il suo nome di origine greca Hierà Nésos, vuol dire “isola sacra”. Presso i geografi arabi era conosciuta col nome di Djazirat Malîtmah.

Quello con cui la conosciamo oggi, però, deriva dal latino Maritima, probabilmente per l’abbondante presenza sull’isola del timo selvatico.

Marettimo
Photo Credit: Julie Sferlazzo

Mare, spiagge natura incontaminata e…tanto altro!

Grazie alla sua lontananza, alla natura impervia della montagna e allo scarso impatto dell’uomo sull’ambiente, essa conserva un patrimonio vegetativo e faunistico molto prezioso, dove sono riuscite a vivere specie rare pressoché uniche del Mediterraneo. 

Questa sua ricchezza ne fa una meta imperdibile per tutti gli amanti della natura e del trekking grazie ai sentieri realizzati dalla forestale. 

Marettimo è ricchissima di grotte, sia emerse che sommerse e ne conta circa 400, visitabili in un periplo dell’isola. Le grotte marine sono il suo fiore all’occhiello, veri e propri capolavori creati dalle sapienti mani di una natura che le ha scolpite per secoli. 

Marettimo
Photo Credit: Julie Sferlazzo

Non mancano poi piccole e meravigliose baie di ciottoli raggiungibili in barca. 

L’isola presenta poche spiagge raggiungibili da terra proprio per via della sua conformazione geomorfologica, fra queste si possono citare la bellissima Cala Bianca con la piccola e suggestiva conca e la stupenda spiaggia di sassi situata alle pendici del promontorio di Punta Troia.

Marettimo
Photo Credit: Julie Sferlazzo

29 agosto 2022

Sono su questa meravigliosa isola da qualche giorno. Dalla finestra della mia casa si apre uno scenario incredibile. Lo scalo vecchio, il suo arenile, le barche dei pescatori ed un mare incontaminato. Di fronte c’è Punta Troia con il suo castello arroccato. Alla mia sinistra il monte.

Sono qui per vedere le famosissime aquile di mare. Ma di questo ve ne parlerò poi, dettagliatamente, in un altro post. Dovrete aver pazienza.

Però, da Marettimo non te ne puoi andare senza aver visto la famosissima Cattedrale. È come andare a Roma senza vedere il Papa…

E allora, sebbene i giorni a mia disposizione siano, purtroppo, pochi mentre gli impegni tantissimi, decidiamo, io e i miei compagni di avventura, di dedicare l’ultima mattina a questa grotta che ci dicono indimenticabile.

La preparazione

Dobbiamo anche preparare tutte le nostre borse, quelle contenenti le nostre attrezzature e quelle con gli effetti personali perché alle 13:40 il traghetto parte.

Così, alle 07:50 noi siamo pronti in barca. Lo zio Mauro, con Desirée e Chiara, hanno portato la barca d’appoggio allo scalo vecchio, sotto casa nostra, per permetterci di sveltire le operazioni di carico. 

Io mi sono alzato alle 06:30, per preparare la borsa con i miei effetti personali e per assemblare e fare il check dell’SCR Horizon di Mares.

Immersione alla Cattedrale di Marettimo
Photo Credit: Julie Sferlazzo
L’immersione alla cattedrale di Marettimo

Non abbiamo molto tempo da perdere e alle 08:30 siamo ormeggiati sul punto.

La discesa della nostra immersione è veloce e dopo nemmeno un minuto siamo al cospetto del varco d’entrata. Siamo su un fondale sabbioso, alla base di una roccia che da un pianoro ricoperto di Posidonia oceanica scende a circa 30 metri di profondità.

Il varco d’entrata è molto ampio e la cupola è ricca di spugne. Ma il bello dell’immersione alla Cattedrale di Marettimo deve ancora venire.

La grotta si estende per 80 metri con un’altezza media di quasi 10. Il fondale risale lentamente, man mano che la si penetra per arrivare ad una profondità di 14 metri.

La visibilità è spettacolare e rimanendo in assetto non alziamo sospensione. Stalattiti e stalagmiti caratterizzano l’intero percorso. Alcune di esse formano delle vere e proprie colonne che ci costringono a zigzagare per ammirarle. L’acqua cristallina ci regala la sensazione di essere sospesi come se volassimo. E’ un tripudio di emozioni.

Durante il tragitto dell’immersione mi compare davanti una statuetta che sembra una Madonna. Non sono in narcosi, si tratta di una stupenda stalagmite scolpita dalla natura.

E poi ancora, i fossili delle testuggini, custoditi nella parte più interna della grotta.

Immersione alla Cattedrale di Marettimo
Photo Credit: Roberto Bottini

Lo spettacolo più bello dell’immersione alla Cattedrale di Marettimo arriva verso la fine, dopo una ventina di minuti passati al suo interno. Quando, all’uscita dalla grotta, l’acqua crea, con i raggi del sole, un’atmosfera surreale. Il bagliore della luce della mattina presto è quasi accecante, mentre osservo i miei compagni che lentamente escono di qui.

E poi, via, verso la parete di questa roccia al cui interno la natura ha cesellato questo dono prezioso. 

Fuori, nel blu, le aquile di mare si fanno avvistare per l’ultima volta. Sono i saluti finali da Marettimo.

Ma sulle pagine di questo blog torneremo presto a Marettimo. Perché c’è davvero molto da raccontare, credetemi! Rimanete sintonizzati…

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