Sostenibilità

Sostenibilità, sviluppo sostenibile, biodiversità e la necessità imprescindibile di riciclare.

Qual’è il significato di “sostenibilità”?

Sostenibilità è un termine che indica tutto ciò che non impatta con l’ambiente, nonché l’ammontare delle risorse per le generazioni future. 

Un cosiddetto ” sistema sostenibile” dà vita all’economia sostenibile ovvero all’Economia Verde e all’Economia Circolare. Esse si concentrano sulla produzione dei beni di consumo sostenibili, ma soprattutto sulla manutenzione e sul riuso di quelli già esistenti. 

Il rapporto tra economia verde e sviluppo sostenibile è essenziale.

Ma che cosa intendiamo per “sviluppo sostenibile”?

Lo sviluppo sostenibile indica, a sua volta, una forma di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e dei beni liberi per le generazioni future.

Lo sviluppo sostenibile risponde alle esigenze delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Tale sviluppo prevede un approccio globale che tenga conto degli aspetti economici, sociali e ambientali in modo che le varie componenti si rafforzino reciprocamente.

Il quadro di Sviluppo Sostenibile Globale (OSS)

I grandi leader mondiali, nel 2015, hanno adottato l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che riguarda il quadro di Sviluppo Sostenibile Globale e individua non meno di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). L’impegno preso si incentra su eliminare la povertà e conseguire uno sviluppo sostenibile entro il 2030 a livello mondiale, garantendo che nessuno rimanga escluso.

Gli OSS sono obiettivi concreti che mirano ad un giusto ed equo equilibrio fra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: l’elemento economico, l’elemento sociale e quello ambientale. Essi sono incentrati sulla dignità umana, sulla stabilità regionale e mondiale, su un pianeta sano, società eque e resistenti e sulla prosperità economica.

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Il riciclo dei rifiuti e la sostenibilità ambientale

Per quanto ci riguarda, intendiamo soffermarsi su alcune sfumature dello sviluppo sostenibile quale il riciclo dei rifiuti (o riuso) nonché la sostenibilità ambientale, entrambi fortemente collegati al concetto di economia circolare.

In effetti, ridurre lo spreco e la produzione dei rifiuti è uno dei capisaldi del modello di sviluppo ecosostenibile. Le modalità di approvvigionamento di materie prime, la trasformazione delle stesse e la produzione di materiale di scarto deve essere ampiamente studiata prima di immettere un prodotto sul mercato. 

Per “sostenibilità ambientale” si intende la sostenibilità di un’attività umana in relazione alle conseguenze per l’ambiente e la protezione della biodiversità concetto che verrà sviluppato un po’ più avanti.

Infine, con il termine “economia circolare” si intende un processo di produzione in cui prodotti da scarto vengono riutilizzati. 

La biodiversità

Per quanto sorprendente possa sembrare, il termine di biodiversità è comparso negli anni 80. La sua rilevanza è stata riconosciuta soltanto nel 1992, mediante la Convenzione sulla Diversità Biologica firmata all’occasione del Summit sulla Terra a Rio de Janeiro

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=LEGISSUM:l28102&from=IT

La definizione data all’epoca è stata “l’insieme degli essere viventi ed ecosistemi nonché le interazioni tra di loro e i loro ambienti.

Oggi, la salvaguardia della biodiversità è diventata la sfida del secolo e di quelli a venire.

Il 90% della biomassa del pianeta si trova nel mare, pertanto diventa impossibile parlare di sviluppo senza includere questa biodiversità che ci circonda e ci da tanto!

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La biodiversità marina

Non si può non meravigliarsi di fronte alla biodiversità marina. La stessa, in evoluzione da milioni da anni, dimostra che le specie viventi hanno saputo adattarsi perfettamente all’evoluzione naturale del pianeta. Tutto ciò fa parte di un sistema in cui tutto è incredibilmente collegato, direttamente o indirettamente. Si pensi al pesce Apogon Imberbis che conserva le uova in bocca, dopo che la femmina li ha depositati. Alla murena che viene pulita da un gamberetto. O ancora all’Elysia, un mollusco sacoglossi della famiglia Plakobranchidae, che si nutre di alghe ed è in grado di generare fotosintesi.

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Il nostro compito

È pacifico che non dobbiamo mai dimenticare che anche noi siamo parte integrante di questa biodiversità!

Tutt’oggi quasi un milione di specie sono minacciate di estinzioni. 322 specie di grandi vertebrati sono scomparsi nell’arco di 500 anni ed il 53% delle raie e squali sono in estinzione nel mare mediterraneo.

La terra crea condizioni per consentire alla biodiversità di emergere, evolvere e mantenere il suo equilibrio mediante processi ecologici complessi ma auto organizzati. Il mondo vegetale e animale si regolano tra di loro, non si danneggiano a vicenda!

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Spetta a noi sostenere questi processi limitando le interferenze nocivi, restaurare i siti deteriorati e fortificare quelli che riescono ancora ad autogestirsi.

A questo fine, con l’ausilio del criterio di riferimento dell’impronta ecologica, indicatore complesso ma di grande rilevanza, si riesce a valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Esso è fondamentale per misurare le strategie di approviggionamento delle risorse necessarie per la vita, per lo sviluppo e per l’ambiente.

Ogni anno, gli stati firmatari della Convenzione sulla Diversità Biologica possono presentare lo stato di attuazione dei 17 OSS nel proprio paese, attraverso l’elaborazione di Rapporti Nazionali Volontari (Voluntary National Reviews).

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L’Italia ha sottoscritto l’agenda 2030 impegnandosi a declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale.

https://www.isprambiente.gov.it/files2020/pubblicazioni/documenti-tecnici/rapporto-2020-ispra-settembre.pdf

Alla luce di questa premessa, parleremo nel prossimo articolo delle alternative sostenibili alle reti da pesca. Poiché sono stati dimostrati ampiamente gli effetti deleteri delle cosiddette “Reti fantasma” sulla biodiversità e i fondali marini. La loro rimozione è imprescindibile e gli interventi a tale scopo sono numerosissimi nel mare mediterraneo, tuttavia, proiettandoci nel futuro, occorre trovare metodi e materiali non inquinanti nonché non dannosi per la fauna e la flora Marina.

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Fonti foto: biologiamarina.org

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