Il Personal Branding applicato alla subacquea

Perché un professionista subacqueo dovrà impostare una strategia per identificare i punti di forza e ciò che lo rende unico e differente rispetto ai concorrenti? Il Personal Branding applicato alla subacquea può essere un ausilio.

I professionisti che lavorano nel mondo della subacquea avranno sempre più bisogno di elaborare strategie per essere rilevanti e farsi scegliere nel vasto panorama che li circonda.
Lo strumento che voglio proporvi è il personal branding applicato alla subacquea. È il processo per identificare e comunicare nel modo più efficace la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner dovrebbe sceglierci.
Che tu sia un istruttore subacqueo, un divemaster, una guida, un trainer, un fotografo, un giornalista, un agente di viaggi, un ricercatore o un biologo marino, come fai a distinguerti tra tutti gli altri istruttori subacquei, divemaster, guide, trainer, fotografi, giornalisti, agenti di viaggi, ricercatori o biologi marini?
Fare personal branding applicato alla subacquea significa impostare una strategia per identificare i nostri punti di forza. Comprendere ciò che ci rende unici e differenti rispetto ai nostri concorrenti e di conseguenza comunicarlo adeguatamente, in modo che questo generi uno sviluppo del business. Significa saper comunicare efficacemente cosa sappiamo fare, come lo sappiamo fare e quali benefici portiamo. Si tratta di capire soprattutto perché gli altri dovrebbero sceglierci.
Per farlo bisogna puntare sul nostro asset principale: noi stessi.

Stiamo assistendo ad un periodo di grandi trasformazioni nel mercato della subacquea. I cambiamenti da affrontare sono molto impegnativi e si fatica a comprendere e a governare queste trasformazioni. La crisi economica ha peggiorato drasticamente questo quadro. Ci sono sempre meno subacquei attivi, si vendono meno corsi, meno attrezzature e meno viaggi.
Si fa fatica a comunicare le proprie capacità e a trovare la visibilità necessaria per creare rapporti professionali stabili e rassicuranti.

Fare branding significa affermare il proprio marchio nella mente dei propri clienti. È ciò che permette alla Evian di vendere la sua acqua ad un prezzo maggiore della birra o ai prodotti Apple di costare il doppio (non è del tutto vero) rispetto a quelli dei propri competitors.
Il branding ha prima di tutto lo scopo di differenziare un prodotto o un servizio. Si basa sul concetto di singolarità. Quindi di creare nella mente di un potenziale cliente l’idea che il mio prodotto sia diverso da tutti gli altri. Far si che un prodotto si possa distinguere all’interno di una propria categoria.

Ma il branding è anche una promessa. Una promessa di valore costante nel tempo che va mantenuta con i fatti, soprattutto oggi nell’epoca dei social media. Quindi una promessa di valore che genera nel consumatore dei benefici, funzionali ed emozionali.
DUI, ad esempio, è riconosciuto dalla gran parte dei subacquei come un ottimo produttore di mute stagne. Di conseguenza ciò permette loro di vendere il prodotto ad un prezzo decisamente superiore alla media di mercato. Ma la muta stagna DUI è da sempre anche sinonimo di alte performance e materiale all’avanguardia. Ed è indossata dalla maggior parte dei migliori subacquei tecnici. La loro promessa di valore genera in chi la acquista sia un beneficio funzionale (garanzia di impermeabilità, alta protezione termica e ottima vestibilità) sia un beneficio emozionale (utilizzo lo stesso prodotto dei più bravi).

Il brand, quindi, non è altro che un prodotto con una personalità ben definita. Applicando lo stesso principio alle persone, o meglio ai professionisti, il personal branding è quel processo che crea, nella mente dei nostri possibili clienti, l’idea che sul mercato non esista un’altra persona che possa offrire loro ciò di cui hanno bisogno. Ovvero un servizio professionale come il nostro. Si tratta quindi del presupposto di rappresentare un concetto unico ed irripetibile nella mente del nostro cliente. Di fare in modo che, quando penserà ad una certa specifica esigenza, noi saremo i primi ed unici che gli verremo in mente.
Fare personal branding applicato alla subacquea significa quindi non giocarsi tutto di fronte al grande pinguino ma implementare un processo di comunicazione. Con l’obiettivo di distinguersi dagli altri subacquei per fare in modo che le giuste informazioni su di noi possano arrivare al cliente molto prima che questi faccia la sua scelta.

Fare personal branding non significa quindi sapersi vendere come un fustino di detersivo per la lavatrice.
Infatti puntare sulla propria visibilità è importante ma ciò che realmente conta sono le qualità e le competenze. Perché la visibilità permette ai clienti di entrare nella porta ma qualità e abilità li faranno restare dentro!

Per essere pronti vi consiglio tre semplici esercizi:
  1. Chiedetevi che cosa vi rende veramente unici e che cosa rappresenta meglio la vostra personalità.
  2. Chiedetevi quali sono le vostre passioni e che cosa vi diverte davvero fare.
  3. Domandate ai vostri amici, conoscenti e collaboratori qual è la prima cosa che viene loro in mente parlando di voi e quali valori e quali competenze ci attribuiscono.

Buon lavoro

👌

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