Immersione a Portofino: Secca Carega

Immersione a Portofino: Secca Carega. Un’ immersione che vale come un trattato di biologia marina: corallo rosso, enormi ventagli di gorgonie, madrepore che ricoprono le pareti, cernie, saraghi, corvine e gli immancabili “barracuda della Carega”. L’occhio del subacqueo è appagato.

È la seconda secca che si trova nei fondali dell’Area Marina Protetta di Portofino e rappresenta tutt’oggi una delle migliori immersioni di tutto il Mediterraneo, che non può assolutamente mancare nel logbook di ogni subacqueo.

Secca Carega o Secca Gonzatti?

Rispetto alla più famosa, quella dell’Isuela, trovarla è decisamente meno impegnativo in quanto si trova a pochi metri dalla costa in prossimità della omonima Punta Carega.

Carega, in dialetto genovese, significa seggiola e la roccia squadrata di questa punta ricorda appunto una sedia.

Sulla battigia, qualche decina di metri prima è apposta una targa. Ricorda il pioniere genovese Dario Gonzatti, deceduto in queste acque nel 1947, durante un’immersione mentre testava uno dei primi prototipi di auto respiratore ad ossigeno (ARO).
Il mare di Portofino è stato il teatro delle immersioni e delle prove delle rudimentali attrezzature del tempo da parte di tutti i precursori della moderna subacquea. Da Duilio Marcante, il padre della didattica subacquea italiana, a Ludovico Mares, Egidio Cressi e Luigi Ferraro, fulgidi esempi dell’imprenditoria genovese e fondatori rispettivamente della Mares, della Cressi Sub e della Technisub.

Il mito della Carega

L’immersione a Portofino della Secca Carega è tra la più gettonate da parte dei subacquei che arrivano da ogni parte d’Italie e d’Europa per immergersi in queste splendide acque.

Al grido di “O Carega o muerte” ho visto stuole di subacquei richiedere espressamente ai diving center di essere portati lì.

Ma come è nato il mito della Carega?

Onestamente non saprei dirvelo, probabilmente perché in quel posto transita davvero tanto pesce. Così tanto da non poterlo non vedere.

Anche se, ad onor del vero, una volta mi è capitato di sentire dalla voce di un subacqueo, che era appena riemerso, che lui non aveva visto un bel niente.

Io penso che le uniche volte che alla Carega non si vede niente è perché c’è stato maltempo e mare agitato per una settimana intera.

Immersione a Portofino: Secca Carega

Il lato sud

La boa che segnala l’immersione a Portofino della Secca Carega si trova ad una distanza di una decina di metri da questo scoglio. il suo cappello è a tre metri di profondità e nelle belle giornate, con l’acqua limpida e priva di sospensione, è ben visibile anche dalla superficie.

Solitamente circumnavigo la secca, in senso antiorario, iniziando dal versante che si affaccia sul mare aperto, verso sud. In questa zona la parete scende verticalmente sino a 25 metri di profondità, forma un breve gradino leggermente inclinato e ricoperto di Posidonia oceanica. Poi si rituffa verso il fondo, sul limo, ad una batimetrica di 45 metri.

È un tratto ricchissimo di specie animali tale da fornirmi una quantità di spunti di osservazione e di studio per me che sono appassionato di biologia marina.

Immersione a Portofino: Secca Carega

Oltre i 30 metri

Oltre i 30 metri entro nel regno della la gorgonia rossa (Paramuricea clavata) che compare in numerosissime e coloratissime colonie. Sul fondo, quasi in prossimità di un tratto in cui la roccia propone un angolo netto, mi fermo ad ammirare e a fotografare un fantastico ventaglio di gorgonia bicolore (Paramuricea camaleons), il cui giallo intenso genera un meraviglioso contrasto con l’ambiente reso buio dalla profondità.

Immersione a Portofino: Secca Carega

Abbandono per un attimo la secca dirigendomi verso il mare aperto alla ricerca di un paio di interessanti massi che si ergono dalla sabbia. Sono ricoperti dai gorgonacei e gli anfratti sono abitati da minacciose murene.
Rientro verso la secca e mentre inizio a risalire a profondità meno impegnative i miei occhi si perdono nelle innumerevoli spaccature della roccia dove il corallo rosso (Corallium rubrum) è prorompente.

Immersione a Portofino: Secca Carega

Il versante di levante

Il versante di Levante è completamente ricoperto di gorgonie gialle (Eunicella cavolinii) ed è il luogo nel quale, con una regolarità ormai precisissima, si incontrano gli ormai celebri “barracuda della Carega”.
Un tempo l’area del barracuda boccagialla era limitata alle regioni nord atlantiche, tra Capo verde, le Canarie e le Azzorre. Negli ultimi vent’anni, a causa del surriscaldamento globale dei mari, questo pesce ha pian piano colonizzato stabilmente tutto il Mar Mediterraneo, tanto che oggi è stato ormai ribattezzato “barracuda del Mediterraneo”.

I barracuda della Carega

Vivono soprattutto in mare aperto, nuotando in grossi banchi dalla profondità di 50 metri sino alla superficie. Non è raro che si spostino sotto costa vicino ai promontori ed alle secche ed è facile avvistarlo in parecchi punti di immersione nel Mare Nostrum.
Sono caratterizzati da un corpo di forma allungata, con una colorazione bluastra e grigio argentea e sul dorso presentano le classiche bande nere verticali.
La loro bocca è minacciosa, spesso è semi aperta e lascia intravede i robusti ed intimidatori denti.

Immersione a Portofino: Secca Carega


Oggi, qui a Carega ce ne sono veramente molti! Nuoto a mezz’acqua, avanti e indietro, trasportato dalla corrente in un senso e pinneggiandogli contro nell’altro. Ci passo in mezzo, scelgo qualche soggetto privilegiato e mi avvicino ad esso per riprenderlo da vicino. Poi mi allontano ma sento di nuovo il richiamo dell’adrenalina. Ritorno nel banco, mi infilo in mezzo e seguo il flusso. Ora faccio parte di loro e giro in tondo assieme ai barracuda. Sono in assetto, con il mio bi bombola sulle spalle, sento solamente il rumore delle mie bolle. Sono immerso nel blu, in mezzo al blu, insieme ai barracuda!!

Il versante verso costa

Proseguo il mio periplo della Secca Carega e mi dirigo sul il versante rivolto verso la costa. Qui il fondale risale, sono ad una profondità massima di 20 metri e attraverso una sella ricca di massi e grosse conformazioni rocciose. In questa zona vivono grosse cernie stanziali e splendidi gruppi di corvine che danzano al ritmo della corrente.

Immersione a Portofino: Secca Carega

È giunta l’ora di risalire di quota. Il cappello della secca è l’ideale per la mia lunga decompressione. Ma non è tempo perso. Intorno a me grossi dentici, passano velocemente in cerca delle loro prede.

Immersione a Portofino: Secca Carega

Tuteliamo questo mare

Qui, come in tutte le altre immersioni dell’Area Marina Protetta di Portofino, comprendo quanto sia importante la tutela del nostro mare. Il risultato di vent’anni di protezione è sotto i miei occhi, anzi davanti alla maschera.
I ventagli di gorgonie sono ormai imponenti, il corallo rosso cresce giorno dopo giorno in un ambiente finalmente adatto alle sue esigenze. Le colonie di madrepore ormai tappezzano le volte della roccia. E soprattutto io nuoto felice in mezzo ai pesci che non temono più questi esseri umani, rumorosi e con le loro attrezzature ingombranti.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono ormai una quotidianità. Purtroppo, il Mediterraneo è uno dei mari dove questi effetti sono più intensi ed evidenti. Gli effetti dello sfruttamento da parte dell’uomo stanno arrivando.Le pinneggiate dei subacquei disattenti o poco avvezzi all’assetto, gli ancoraggi delle barche da diporto, le lenze e, ancor peggio, le reti da pesca presto inizieranno a lasciare segni irreversibili. Pestiamoci molta attenzione!!!


👌

https://blog.mares.com/diving-secca-carega-portofino-italy-8648.html

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