Le pinne bicolore

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Tempo di lettura stimata: 3 minuti

Questo paio di pinne hanno una storia da raccontare.

È la storia di due amici che si sono conosciuti ai tempi del liceo e che sono riusciti a frequentarsi per un lungo periodo nonostante la vita spesso li conducesse per strade diverse.
Da ragazzi hanno condiviso vacanze, weekend, feste e serate in discoteca e più in là, ad intervalli irregolari, cene con le fidanzate e sciate in montagna.
Poi scoprono la subacquea, prima uno e qualche tempo dopo l’altro. Stesso circolo di città, stesse frequentazioni, stessi corsi, stesse immersioni, stessi diving. Uno con le pinne gialle l’altro con le pinne rosse. Stesso modello, Mares Plana Avanti, ma di colore diverso.


Diventano una coppia inseparabile, due buddy perfetti, in totale sintonia, noiosi sino all’inverosimile per gli amici che ci frequentano e che non vanno sott’acqua.

Progettano weekend di immersioni e spettacolari vacanze nei paradisi subacquei. Viaggiano, si immergono, conoscono e studiano. Si appassionano alla biologia marina. Sono aggreganti e, per il club che frequentano, diventano gli organizzatori per i viaggi a lungo o medio raggio o semplicemente per le immersioni del sabato a Santa Margherita Ligure. Creano un sito web attraverso il quale raccontano le loro immersioni, le loro esperienze e le loro peripezie. Tutto questo in un periodo nel quale i blog ed i social media devono ancora nascere.

E la sera, davanti ad una birra fresca o, meglio, ad un Cuba Libre (rigorosamente con Avana invecchiato sette anni e senza limone), progettano, condividono e sognano. Sognano il mare, la libertà, la fuga dalla routine.

Vogliono provarci e decidono di iniziare il lungo precorso che li porterà a diventare istruttori subacquei.
Giunge così il momento di mettersi alla prova. Un’estate per capire se possono esaudire il loro desiderio.
Decidono di separarsi, ognuno per la propria strada per provare se sono capaci a lavorare in un diving center.
Ed è in quell’istante che decidono lo scambio della pinna.

Il primo paio di pinne bicolore parte per Pantelleria per un percorso che potete leggere nella biografia di questo blog. Per quattro, cinque stagioni sono un riferimento visivo per i subacquei che mi seguono sott’acqua alla ricerca dei dotti, dei dentici e delle ricciole nelle acque cristalline del Canale di Sicilia. Le sostituisco con un modello più prestante, più serio nel momento in cui, insieme al mio nuovo punto di riferimento, approccio la subacquea tecnica. Finiscono in cantina, custodite in un diving box, destinate a riempirsi di polvere.
Il secondo paio di pinne parte per Manado, in Indonesia. Sguazzano felici tra gli squali e la biodiversità del Mar di Celebes per intense estati intervallate da noiosi inverni a Torino. Poi la decisione, a lungo sognata, forte e nel contempo ponderata. Il trasferimento definitivo, il cambio di vita. Il secondo paio di pinne bicolore si trasferisce, insieme ad una valigia piena di ricordi di una vita, definitivamente nel Nord Sulawesi. Diventano le pinne di un manager della subacquea che in quindici anni approccerà le più svariate iniziative imprenditoriali. Le pinne di un emigrante che ha trovato la sua nuova dimensione a più di diecimila chilometri da casa, le pinne di un uomo che laggiù ha fatto famiglia e si è rifatto una vita.
Ho rivisto, qualche anno fa, la mia vecchia pinna per televisione quando il mio vecchio buddy ha condotto uno studio per eliminare la concentrazione di una stella marina urticante che stava minando l’eco sistema di quel mare. Qui da noi era inverno e faceva freddo. Ma in quel momento il mio cuore si è riscaldato.
Oggi non so dove possa essere il secondo paio di pinne. Non so se laggiù esistano le cantine e se ci sia la stessa nostra polvere.

Andrea Bensi, per tutti Benny e per alcuni intimi lo Zio di Indonesia, ha appena comprato una vecchia barca da crociera che sta rimettendo in ordine per iniziare una nuova avventura. Dovrebbe essere pronta per quest’autunno. Ovviamente io ci sarò per la settimana inaugurale.
Magari porterò quel vecchio paio di pinne. E magari le porterà anche lui.

👌

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